Olimpia Carbonera vs Basket Ponte 06
38-56


Carbonera, 17 Novembre 2013

Promo 13 14

I rossi di Carbonera – orfani di coach Schiavinato squalificato – dovevano affrontare i bianchi di Ponte di Piave in un match che doveva sancire il peso delle forze in campo: l’Olimpia a caccia di conferme, dopo la buona prestazione di Agordo, ed il Basket Ponte 06 a fiutare l’alta classifica.

I ragazzi di casa erano condotti in panca dall’ex giocatore Andrea Sepe, ora a capoallenatore di un paio di giovanili, chiamato ad un impegnativo compito in promozione, visto che la classifica si presentava alquanto magra.

Vista la recente “raccolta” di falli tecnici da parte dei rossi di Carbonera, annotiamo che la direzione di gara stavolta è stata affidata agli esperti Stabile Marco e Matteo di Fonte.

Olimpia scende in campo con il suo quintetto base Ceron, Premier e Zardetto, con Morandin e Tonon. Ponte risponde con Scotton in regia, Gobbo, Toppan, ed i due lunghi Ros e Camisotti.

Si parte con la calcolatrice in mano: difese forti e attacchi al limite dei 24” senza rischi, e passa quasi l’intero quarto con il tabellone “vergine”. E’ Ponte che spezza l’equilibrio e comincia a penetrare con capitan Ros senza che l’Olimpia opponga la dovuta resistenza, mentre dall’altra parte nessuno riesce ad infilarsi tra le maglie bianche, e si muove il punteggio solo grazie ad un paio di buone conclusioni di Morandin. Una tripla di Toniol sigilla il primo quarto sul misero punteggio di 4-10.

Ripresa che si apre su ritmi un po’ più alti e cominciamo a trovare qualche punto dalla media distanza con Zardetto (…oggi non c’è verso di attaccare il ferro !). Ponte si difende da par suo e attacca con precisione grazie a veloci incursioni di Scotton ed al dominio quasi incontrastato di capitan Ros sotto i tabelloni. La squadre vanno al riposo lungo sul 17-31: un -14 che la dice lunga sulle forze attualmente dispese. Il sostituto coach di Carbonera Sepe in spogliatoio predica intensità e velocità, mentre il coach ospite Lorenzon si limita a chiedere di tenere alta la concentrazione.

Al rientro sul parquet finalmente si vede un po’ di luce da uno spento Premier che attacca in continuazione – anche se con alterne fortune – ma quantomeno dà segno di vitalità.

Ponte difende sempre con ordine ed attacca con efficacia, e ad ogni tentativo di ricucire ci ricaccia con la testa sott’acqua. Rimaniamo a contatto solo grazie a Premier ed una tripla di Morandin, ma perdiamo ancora il terzo quarto 14-17 e Ponte allunga ancora a +17 (31-48).

 

Alla ripartenza dell’ultima frazione di gioco coach Sepe non molla ed è ancora convinto che ce la possiamo fare, ma forse è l’unico che la pensa così (… desolante assistere al grido del gruppo “Uno, due, tre, …….silenzio………”). Ponte tira i remi in barca e non affonda il coltello, ma continua a dominare con i lunghi Ros e Camisotti da sotto ed un buon Scotton in velocità. Noi invece non riusciamo a trovare punti importanti (eccezion fatta per una illusoria bomba di Dario Sutto), e dobbiamo registrare il non pervenuto dei giovani Alfier, Toffolo e Dal Monte Casoni, che non hanno saputo dare la giusta accelerazione. Merita menzione una rarissima tripla di “tonno” Tonon che sfrutta un momento di distrazione avversaria, mentre il nostro bomber “buc” quest’oggi ha le polveri bagnate e non ne mette una (a referto solo per tiri liberi).

Ultima frazione di gioco ancora condotta dai bianchi di Ponte che – giustamente – non lasciano alcuno spazio ad un tranquillo vantaggio (… coach Lorenzon imprecava ancora a pochi secondi dalla fine !). Gara che si trascina, con conclusioni troppo facili di Donadi e Ros, mentre noi non segniamo più da sotto. Sulla sirena finale il tabellone segna un desolante 38-56.

Passi per i 56 punti di un discreto Ponte, ma non sono giustificabili i 38 punti che in altri tempi si sarebbero realizzati in un solo quarto. Giornata storta – dirà qualcuno – che speriamo non sia segno di poca voglia o stanchezza mentale (fisicamente credo che poco abbia influito il doppio incontro ravvicinato): carichiamo quindi le batterie in fretta perché gli altri non stanno a guardare ed è un attimo ritrovarsi impantanati in fondo alla classifica.

C’è bisogno di più coesione, di lavorare per la squadra e far funzionare il cervello: l’astuzia e la concentrazione sono il succo di quello che serve per domare gli avversari. Ognuno di noi faccia un esame di coscienza e si chieda quanto può dare. Le potenzialità sono molte (e non è sopravvalutazione), ma bisogna lavorare duro per esprimerle al meglio. La ricetta la conosciamo: “fuori gli attributi !!”, sempre !! Ed il prossimo grido dovrà “spaventare” chi sta dall’altra parte.

Forza Olimpia, duri sempre !!

Tabellino: Premier 8, Zardetto 7, Ceron 0, Alfier 0, Tonon 3, Bucciol 6, Cerinato n.e., Morandin 10, Dal Monte Casoni 0, Sutto 4, Toffolo 0